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Su alcune pareti ignoti hanno scritto con della vernice rossa " 666 il numero di, satana e altre frasi inneggianti al tizia pubblicata sul portale e di sua proprietà.
Lo scenario è desolante : diverse porte risultano divelte, alcuni muri sono crollati e nelle tante stanze regna un casinos slot fiesta silenzioso degrado.
Ci affacciamo sul terrazzino e da qui scendiamo verso le stalle presenti sul retro e alla destra del casino: per il loro funzionamento furono innalzate due poderose cisterne a sud del casale.Poi nel 1824 passo in mano ai de' Sangro, nobili molto legati.«La scorsa primavera andai al maniero per realizzare un servizio fotografico - afferma il 27enne Amedeo - e alla fine scattai un selfie con l'edificio sullo sfondo.Usciamo quindi dalla chiesetta e attraverso una statistiche ritardatari 10 e lotto rampa invasa dai detriti saliamo al primo piano.Se mai i proprietari volessero delle risposte, io sarei pronto a studiare questo luogo e le sue leggende, nel modo più serio possibile, allontanando dalla ricerca sia il fanatismo che slot machine in vendita la noire il pregiudizio.Di pianta rettangolare, è organizzata su due livelli e sul suo tetto spiccano le merlature e la torre che la fanno assomigliare a una roccaforte medievale.Scarpiniamo lungo la stradina ritrovandoci di fronte alla grande struttura.Il luogo sacro fu realizzato tra il 1827 e il 1849 dalla proprietaria Maria Argentina Caracciolo, durante i lavori di ampliamento.
Attraversiamo dunque il varco più importante approdando nel cortile.




Si narra che il Duca Raimondo De Sangro, che avrebbe ereditato e vissuto nel casino, fosse un mago e occultista dedito ad sperimenti alchemici su esseri viventi tra i quali la cristallizzazione del sistema circolatorio umano.Di mario contino - Tra le tante leggende che circolano in rete, certamente grande interesse suscitano quelle su presunti fantasmi e luoghi infestati.Solo grazie al flash riusciamo a illuminare l'angusto spazio.This is an a ghost history from apparition and poltergeist in Mottola (TA) - Italy - The ghosts of De Sangro's Family video 1 video 2 video.L'opera è un basamento di marmo con sopra un'iscrizione dedicata al povero ragazzo ma è priva della parte superiore, quella che fino al 1974 raffigurava Riccardo con in mano un fucile da caccia e in compagnia del suo fedele cane.La facciata, preceduta da un atrio invaso dall'erba incolta, è di colore grigio ma presenta delle sfumature rosa visibili soprattutto attorno all'ingresso principale: quest'ultimo è affiancato sulla destra da due entrate minori che conducono al piano terra e sulla sinistra dalla sagoma della chiesa integrata.Nella sua silente, elegante rarefazione, Anapeson di Francesco Dongiovanni, da lui scritto con Marco Cardetta, ne riapre le porte.All'esterno c'è anche il terreno un tempo utilizzato come serra e quel che rimane della tizia pubblicata sul portale e di sua proprietà.La scarica elettrica non fece solo danni materiali, ma inaugurò una lunga serie di storie riguardo alla presenza, a San Basilio, del fantasma di Riccardo.Anche qui la vegetazione spontanea ha preso nettamente il sopravvento, ricoprendo addirittura quasi tutto il grande pozzo del podere posizionato sulla sinistra.Nel 19esimo secolo fu effettuata la sua conversione in masseria e da circa 50 anni, nonostante appartenga ancora a privati, è praticamente lasciata a sè stessa ».Notizia pubblicata sul portale e di sua proprietà.
Martina Franca ci spiega larchitetto Angelo Bradascio, che al maniero ha dedicato alla sua tesi di laurea.
Potremmo definire il complesso una "Masseria fortificata costruito nel 600 ed ampliato nei due secoli successivi dai nobili duchi Caracciolo di Martina Franca e dai loro discendenti.

In quell'anno infatti si narra che un fulmine abbia colpito la statua, danneggiandola gravemente.


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